Benvenuto/a.
Perchè un blog? Vedo di riassumere: meglio 2 visitatori al mese con cui condividere qualcosa di utile che "5000" amici su Facebook dai quali sorbirsi, ogni giorno, inviti e sagge condivisioni.
Avevo da tempo in mente di realizzare una sorta di accessorio per il mio camera crane, un sistema per spostare l'intera struttura per effettuare riprese in movimento.
Ci sono aziende specializzare nella realizzazione di camera crane da auto. Sono spettacolari e costosissimi. Lungi da me paragonare il mio progetto con queste sciccherie, si tratta sempre di una realizzazione per utilizzo amatoriale/semi-professionale.
Le caratteristiche che ho dovuto rispettare sono: economicità del progetto, semplicità e velocità nel montaggio e smontaggio, comandabile dall'interno del veicolo.
Ho fatto un po' di prove e sono arrivato alla realizzazione di un prototipo finale.
Non dovendolo fornire di servomotori per i movimenti (come quelli professionali) è possibile utilizzarlo con il movimento parallelo al pavimento, gestibile con il blocco della puleggia del mio crane. Un cavo, gestito da una seconda persona nell'auto permette di far salire e scendere il crane.
E' possibile montarlo sulle normali barre portapacchi delle vetture.
A breve comincio i test video per avere conferma della reale fattibilità del progetto. Per il momento condivido il video del prototipo finale.
Questa è un'immagine pubblicitaria di un'azienda che produce/noleggia camera crane da auto:
Tu dirai “ma che c’azzecca” l’autoscatto col guadagno di
un parente?
E’ il riassunto del breve pensiero che vorrei condividere
stamani con chiunque passi sul mio blog.
Mi stavo facendo un caffè in cucina ed ho sentito che in
tv parlavano (per l’ennesima volta) di “selfie”, cioè di autoscatti realizzati
solitamente col telefonino. Da quando, quest’anno, agli Oscar del cinema un
gruppo di attori si è scattato una simpatica foto con un telefonino è divampata
la selfie-mania. Per loro che stavano in America è normale chiamarlo selfie, ma
per noi italiani, ciò che per anni si è chiamato “autoscatto” è diventato improvvisamente
“selfie”. Oggi, noi italiani, mangiamo spaghetti* e selfie, quindi possiamo
depennare un'altra parola italiana dal vocabolario per metterci una inglese.
Da questo sorge spontanea una domanda: “ma quanto siamo
coglioni noi italiani?”
Viviamo nella nazione che HA PIU’ STORIA al mondo, una
delle PIU’ CARATTERISTICHE al mondo, con una posizione geografica delle PIU’
STRATEGICHE al mondo, ma noi italiani non facciamo altro che cancellarne un
pezzetto ogni giorno.
Farei un invito ai selfie-isti di oggi: se volete parlare
l’inglese e non più l’italiano ANDATEVENE in Inghilterra o in America, qui
SIAMO in Italia!
Vengo al collegamento col “guadagno”. Per fortuna ci sono
persone, in Italia, che lavorano per mettere in risalto e salvaguardare il nostro
“patrimonio genetico”, dagli edifici storici agli alimenti, dalle tradizioni
locali al “made in Italy”, dal buon gusto al genio italiano, ma questo non
basta per evitare di perdere prestigio agli
occhi del mondo. Se vogliamo che la nostra nazione cresca dobbiamo cambiare
atteggiamento, TUTTI. Siamo fra le popolazioni meno nazionaliste d’Europa,
siamo capaci di mostrare un minimo di orgoglio nazionale solo ogni 4 anni, in
occasione dei mondiali di calcio… e questa è una vergogna.
Da questo punto di vista forse avremmo da imparare dai
nostri vicini francesi.
Ti ringrazio per il tempo dedicato alla lettura del mio
pensiero. Buona Italia a te.
*mi auguro che non venga mai un giorno che gli spaghetti
diventano “noodles” o qualcosa di simile :O
Aggiornamento 15/05/2014: Lo conferma il fatto che stamani non ho trovato questo selfie ma quest'AUTOSGATTO!
Hahahahaha, battuta stupida ma non ho resistito...
Un paio di mesi fa ho avuto una richiesta da una persona. Visto il boom delle luci led, voleva personalizzare l'interno dell'auto usando questo tipo di luce.
Esistono in commercio centraline elettroniche che permettono di regolare l'intensità luminosa dei led o il colore di quelli RGB (tre colori miscelati rosso, blu e verde). Il problema è che doveva essere abbastanza piccola, tanto da essere occultata, essere gestita tramite comandi esterni (proprio perchè occultata) ed essere naturalmente alimentata a 12V.
Dopo una bella ricerca sono riuscito a trovare la centralina ideale: piccola, alimentata a 12V, gestita da un telecomando, con memoria (in modo da non doverla reimpostare ad ogni avvio dell'auto) e con 4 programmi strobo (gioco luci a suon di musica).
Ho fatto pilotare dalla centralina 4 strip led RGB del tipo SMD5050 (i più potenti), lunghi 30 cm ognuno, collegando l'alimentazione alle luci dell'auto. Ho posizionato i led nella zona bassa dell'auto in modo da non creare fastidio alla guida. Ricordo, a tal riguardo, che è meglio non eccedere con le luci all'interno dell'auto perchè se si trova qualche agente zelante potrebbe multare tutto ciò che può "recare pregiudizio alla guida del veicolo", come la musica troppo alta o luci troppo intense.
Devo dire che a lavoro finito il risultato è stato migliore delle aspettative. Chi me l'ha commissionato era veramente entusiasta.
Il effetti il progetto è veramente versatile. E' possibile utilizzarlo come normali luci di cortesia, illuminando la parte bassa dell'auto. Con effetto cromoterapia, ci sono 2 programmi fade che variano colore lentamente ed automaticamente, inoltre è possibile utilizzarlo per rendere più accogliente l'abitacolo utilizzando colori caldi (rosso) in inverno e colori freddi (azzurro o verde) d'estate.
La centralina dispone anche di 4 programmi strobo attivati dal suono, i giochi di luci cambiano a ritmo di musica. Avendo una memoria interna, la centralina memorizza l'ultimo programma usato e lo riattiva all'accensione del veicolo, senza il bisogno di usare ogni volta il telecomando.
Ho pensato di proporre tutto il kit a chiunque voglia installarlo in auto, anche se non ha particolari conoscenze di elettronica e senza la necessità di un elettrauto.
Fornisco tutto il materiale (centralina, luci, cavi, connettori) gia preassemblato, saldato ed isolato. Realizzerò a breve un video che mostra come installare il kit in auto.
L'installazione dura circa 2 ore.
Non avendo la possibilità di riprendere il kit installato sulla prima auto, ho replicato l'installazione sulla mia vettura (Fiat Punto II serie). Ecco come appare il kit montato:
Qualche indicazione su come installare il kit in auto:
Con questo post vorrei invitare a riflettere su un
fenomeno che è sotto i nostri occhi ogni giorno.
Internet, ma soprattutto Facebook, permette di
condividere qualsiasi cosa. Aldilà delle tante bufale, capita sempre più spesso
di incappare in video degni dei peggiori film dell’orrore, con l’unica
differenza che non si tratta di finzione scenica. Si vedono le peggiori
atrocità, inflitte ad animali ed esseri viventi, filmate appositamente per
essere diffuse su internet, con l’unico scopo di alimentare la psiche malata di
chi li realizza.
Che si tratti di gruppi di guerriglieri che vogliono
dimostrare la propria supremazia o di semplici singole persone con problemi
comportamentali, tutte le volte le atrocità vengono perpetrate su persone o animali
indifesi, con l’unico scopo di provocare ribrezzo, tanto da far condividere il
materiale foto/video.
Forse non ci hai mai pensato, ma condividere questo tipo
di materiale ci rende, in qualche modo, complici della violenza. Condividendo
non “denunciamo” ma facciamo solo un piacere a chi ha messo in rete il
materiale. Questi criminali (perché qui parliamo di veri e propri crimini) contano
proprio sul voyeurismo e la pigrizia della maggior parte degli utenti che,
nella migliore delle ipotesi, si limitano a condividere cliccando su un tasto,
sperando che qualcun altro faccia qualcosa. Sommiamoci anche i siti internet da
4 soldi, il cui unico intento è quello di raccogliere click per guadagnarci dalla
pubblicità, e a volte anche alcune emittenti televisive poco coscienziose, e non
si fa altro che alimentare queste grottesche abitudini invece di debellarle.
L’unico modo per denunciare questi reati è cercare di
risalire alla fonte della prima condivisione del video o foto, denunciare il
fatto alle autorità e chiedere al sito internet che li ospita (qualsiasi sia)
di rimuovere immediatamente il video o la foto.
Teniamo presente che nel mondo ci sono persone (per
fortuna poche) che sono capaci di atrocità che nemmeno nel nostro peggior
incubo saremmo capaci di immaginare. Per denunciare non serve mostrare agli
altri quello che questi criminali ci chiedono di diffondere, basta descrivere
il reato, così lo fermiamo!
Ultima cosa: solitamente, quando su Facebook, diffondono
un video/foto e la didascalia riporta qualcosa come “diffondete più possibile”,
l’unico scopo è quello di arraffare click, perché su FB un contenuto molto
cliccato e condiviso fa guadagnare credibilità alla pagina/gruppo che lo ha
postato. Meditiamo…
Ti ringrazio per aver letto il post e ti auguro “saggia
navigazione” ;)
Questa è un'immagine che ho creato e postato sul mio account FB.
Sono appena venuto a conoscenza del fatto che alcune officine non effettuano la revisione alle auto con spia "errore motore" accesa. Bastano pochi euro per collegare il proprio computer alla centralina e resettare il registro degli errori ed eventualmente tenere sotto controllo i parametri dell'auto. Ecco come fare.
Buon divertimento...
Finalmente ieri mi è arrivato il tubo prolunga da applicare alla mia Nikon D5100. Essendo una versione veramente economica non ha i contatti elettrici per mettere in comunicazione corpo macchina ed obbiettivo, quindi si perdono gli automatismi e si deve regolare tutto manualmente. Comunque, per quello che dovevo fare andava benissimo perchè dovevo utilizzarlo con un datato 85mm non autofocus.
Oggi ho fatto le prime prove e devo dire che non è affatto male. L'apertura e la messa a fuoco le ho regolate dall'obbiettivo.
Questo è il tubo a lunghezza variabile:
E questi sono i primi scatti (fiori da 1-2cm di diametro):
Questa è una cosa che mi diverte ogni volta... e mi è capitata varie volte :)
Non mi reputo un fotografo perchè ho conosciuto i veri fotografi, sono un appassionato di video e fotografia da parecchi anni. Qualche mia conoscenza è al corrente di questa mia passione, così è capitato che mi ha mostrato alcuni lavori fotografici. Alcuni sono alle prime armi, altri si reputano veri e propri fotografi. Entrambi hanno in comune una cosa: sembra che abbiano seguito lo stesso corso di fotografia.
Lezione numero uno: Imparare a firmare le fotografie. Sembra che una cosa fondamentale da fare sia quella di apporre sulla foto il proprio nome, anche se lo scatto è orrendo e privo di ogni nozione di base. Alcuni, per sembrare ancora più fichi, ci scrivono Photographer o Ph (abbreviazione), in inglese :D
Mi sento tremendamente in imbarazzo a dover far notare certi aspetti così elementari che spesso evito di commentare gli scatti.
Altro errore comune è fare un massiccio uso dei filtri di Photoshop per fare (a casaccio) diverse varianti della stessa foto. E poi le propongono tutte... come per dire "scegli l'opera d'arte che più ti piace". Hihihihihi... Ma dai... Ma non si può...
E come se un muratore mischiasse diverse volte cemento, mattoni e sabbia fino a quando non gli riesce una cosa simile ad una casa. Oppure un pittore lanciasse i colori sulle tele fino a quando non gli riesce una cosa guardabile.
E' una cosa abbastanza elementare che non ci sarebbe bisogno di spiegarla. Photoshop ed affini sono strumenti che servono a realizzare il progetto che l'artista ha in mente.
Nello stesso modo il muratore deve avere ben chiaro in mente quello che vuole realizzare e quindi scegliere gli strumenti ed i metodi più idonei al raggiungimento del progetto.
Se fai diverse varianti della stessa foto e ci metti pure la tua firma non fai altro che far sapere a tutti che non sei un fotografo... poco ma sicuro!
La strada più giusta da percorrere dovrebbe essere: STUDIARE, SCATTARE, FARSI GIUDICARE (soprattutto dai professionisti), CORREGGERE GLI ERRORI e quando si assume qualcosa di simile ad un proprio stile FIRMARE le foto.
Per quello che ho imparato, in ambito artistico (in generale) solo i grandissimi artisti possono permettersi il lusso di creare una "cagata" e metterci un firma sopra per trasformarla in un opera d'arte.
Se invece un pinco pallino qualsiasi crea una "cagata" e ci mette la firma, rimarrà sempre una "cagata" con la firma. L'unica differenza è che si saprà in giro chi ha fatto quella "cagata".
A buon intenditore poche parole ;)
I social network, soprattutto Facebook, hanno certamente contribuito a modificare il nostro modo di usare il computer. Non solo. Anche l'informazione ha assunto un nuovo significato.
Ho coniato un nuovo termine per riassumere la nuova tendenza nata con Facebook: Bufabook, cioè il book delle bufale.
Fino a qualche anno fa, i siti internet che facevano informazione erano premiati dai visitatori solo se pubblicavano informazioni di qualità. Facebook ha introdotto l'innovativo (quanto disastroso) sistema di tag, che premia le informazioni con più condivisioni o con più "mi piace". Questo meccanismo ha invogliato i "creativi" della rete ad inventarsi i metodi più assurdi pur di arraffare i click degli utenti. Tutto questo porta alla spiacevole conseguenza che, oggi, almeno il 70% delle informazioni circolanti su Facebook sono "bufale".
Ci sono alcune tecniche, adottate dai "furbi", che sono oramai ben radicate.
Ad esempio, basta creare un blog (gratuito), magari inserendoci nel nome parole importanti come Italia, notizie, news ecc. per renderlo più credibile ed inventarsi, di sana pianta, le notizie più assurde, magari corredate da immagini sapientemente scelte o modificate per rendere più credibile la notizia. Una volta condiviso il link su Facebook questo comincia a rimbalzare sul social network, sempre più condiviso e visibile.
Altra tecnica è creare dei "flame" in maniera semplicissima. Basta prendere una foto di un vip o di un politico e scriverci sopra una frase assurda (facendo capire che l'ha pronunciata lui). Una condivisione del genere può provocare anche centinaia di risposte (da questo il nome flame) da utenti infastiditi dalla frase pronunciata. Inconsapevolmente, tutte queste risposte danno maggiore visibilità a quell'informazione, perchè il sistema informatico valuta automaticamente gli utenti che partecipano ad una discussione senza poterne valutare i contenuti i la provenienza.
Uno dei primi sistemi, abbastanza squallido e poco fruttuoso, è prendere un immagine, inserirci una frase scontata tipo "se ami gli animali condividila sulla tua bacheca", "se ami Gesù condividi quest'immagine" ecc. e farla circolare su Facebook in cerca di qualche click.
Un sistema abbastanza recente ed ingegnoso è invece quello di condividere delle immagini con titoli abbastanza assurdi/raccapriccianti o a sfondo sessuale (quello tira sempre) ed invitare a cliccare per guardare il video. Questo porta ad un sito esterno dove c'è un finto player video, l'utente ci clicca sopra convinto di poter finalmente vedere questo morboso video ma non si avvia niente. In realtà sotto il finto player, cliccato una o più volte, c'è uno script che ha permesso di condividere sul diario dell'ignaro utente il link alla stessa notizia. Il risultato, a volte abbastanza imbarazzante, è che si condividono notizie sconce (con tanto di immagine esplicita).
A termine di questa breve carrellata cosa dire? In attesa di sistemi informatici che siano in grado di premiare le informazioni reali possiamo, noi utenti, solo adottare un sistema più critico e ponderato prima di "cliccare" su qualcosa. Il buon senso è la migliore strategia.
E' passato quasi un anno da quando, per la prima volta, mi è passata per la testa quest'idea. Preso dai tanti impegni quotidiani ho sempre rimandato.
A Gennaio ho fatto una veloce ricerca ed ho scoperto che nella nostra zona non esiste ancora un progetto simile, quindi mi sono armato di tanta pazienza, ho ritagliato un pò di tempo di qua e di là e, negli ultimi giorni, è nato BaBat.
Ma cosè?
Premetto che è un progetto sperimentale ancora in fase d'avvio, quindi potrebbe cambiare connotati nel tempo, ammesso che sia un'idea fattibile.
Si tratta di una sorta di pubblicazione digitale, suddivisa in pagine, sfogliabile come se fosse una rivista cartacea. E' rivolta all'utenza delle province di Ba e Bat ed è gratuita.
E' gratuita non solo la consultazione della rivista ma anche la pubblicazione di una pagina.
Chi può aderire all'iniziativa? Potenzialmente chiunque abbia qualcosa da pubblicare. Ad esempio un negozio potrebbe mostrare articoli nuovi o in offerta, un'associazione potrebbe parlare delle proprie attività, un artista potrebbe mostrare alcuni lavori, un locale potrebbe invitare ad un proprio evento ecc.
Ognuno può creare autonomamente la propria pagina da inserire nella rivista.
Naturalmente il fine è quello di rendere piacevole e leggibile la rivista, invogliando l'utenza a leggere le uscite successive, quindi verranno selezionate le pagine più idonee alla pubblicazione.
Per maggiori dettagli puoi visitare www.babat.tk