Ho gia una bassissima considerazione delle assicurazioni in Italia, infatti è meglio che non definisca la categoria perchè offenderei qualcuno!
Come in altre situazioni italiane, liberalizzando il mercato, si è creato un evidentissimo "cartello", a solo discapito degli assicurati.
I governanti, come al solito, sono troppo occupati a salvaguardare il proprio bottino per interessarsi al fenomeno, e poi perchè schierarsi contro lobby così influenti??????
Come tanti di noi potrei raccontare decine di episodi assurdi sulle assicurazioni, ma mi limito solo all'ultimo.
Adesso sono assicurato con Groupama di Terlizzi.
Dovendo cambiare auto, ho scoperto che del veicolo che mi piacerebbe acquistare esiste la stessa motorizzazione con due potenze differenti. A fronte di una potenza maggiore volevo capire se convenisse avere più spese (bollo e assicurazione) così ho mandato un'email con una richiesta al mio assicuratore per conoscere la differenza del premio assicurativo. Dopo alcune ore, non avendo avuto risposta ho telefonato ed ho conosciuto l'ennesima assurdità: per avere un preventivo di assicurazione non basta conoscere tutti i dati dell'assicurato oltre al modello, cilindrata, anno e potenza del veicolo. Serve fotocopia del libretto dell'auto SOLO PER AVERE UN PREVENTIVO.
In poche parole, per decidere quale tipo di motorizzazione scegliere, dovrei girare per i rivenditori, trovare le auto in vendita per ogni motorizzazione (indipendentemente dallo stato dell'auto), chiedere copia dei libretti di ognuna da inviare all'assicurazione, per poi decidere quale tipo di auto cercare per l'acquisto.
Siamo nel 2014, i servizi informativi sono on-demand, in tempo reale e un assicuratore è in grado di fare un preventivo al computer in 2 minuti. Nonostante questo dovrei perdere ore del mio tempo solo per avere un'informazione... COMPLIMENTI!!!!
Non penso di sbagliare se confermo, per l'ennesima volta, che le assicurazioni in Italia fanno solo i c...i propri... e noi paghiamo (SALATO).
Meditiamo...
Benvenuto/a.
Perchè un blog? Vedo di riassumere: meglio 2 visitatori al mese con cui condividere qualcosa di utile che "5000" amici su Facebook dai quali sorbirsi, ogni giorno, inviti e sagge condivisioni.
Buona navigazione...
martedì 28 gennaio 2014
giovedì 16 gennaio 2014
Da vecchia tastiera pronta alla discarica a moderno sintetizzatore con pochi euro...
E' inutile, quando riesco a dare nuova vita ad un oggetto destinato al macero sono veramente contento... sono un riciclone incallito.
Scrivo questo breve post che per molti risulterà banale... per molti ma non per tutti ;)
Per caso, parlando con un amico, ho scoperto che voleva buttare una vecchia tastiera musicale. Voleva interessare il figlio 13enne all'argomento ma l'attrezzatura era veramente troppo antiquata per attrarre l'attenzione del giovane, specialmente se paragonata alle moderne tastiere/sintetizzatore.
Ho proposto un ultimo tentativo che costava solo un piccolissimo investimento. Ho acquistato un cavo che permette di collegare le porte midi presenti sulle tastiere musicali alla porta USB del computer per far comunicare i due dispositivi. Nonostante questo tipo di cavo sia sempre esistito (io ne avevo uno da MIDI a seriale RS232 dei vecchi computer) a quanto pare non è ancora molto conosciuto.
Utilizzando un software audio (ce ne sono tantissimi anche gratis), con questo tipo di collegamento è possibile suonare sulla tastiera ed ascoltare il "risultato" dalle casse del pc. La parte che sintetizza i suoni la fa il software, quindi diventa possibile sbizzarrirsi a creare suoni di ogni tipo, registrare e suonare una traccia per volta, modificare lo spartito appena suonato direttamente sul pc ecc.
Insomma spendendo solo 7 euro ho permesso di poter nuovamente riutilizzare la vecchia tastiera musicale che, in questo modo, è diventata più interessante.
Ho collegato la mia vecchia tastiera Yamaha PSR330 al pc per testare il cavo MIDI-USB...
N.B. Naturalmente la tastiera, anche se vecchia, non deve essere proprio un giocattolo perchè ci siano le connessioni MIDI (due connettori tondi).
Ciao
Scrivo questo breve post che per molti risulterà banale... per molti ma non per tutti ;)
Per caso, parlando con un amico, ho scoperto che voleva buttare una vecchia tastiera musicale. Voleva interessare il figlio 13enne all'argomento ma l'attrezzatura era veramente troppo antiquata per attrarre l'attenzione del giovane, specialmente se paragonata alle moderne tastiere/sintetizzatore.
Ho proposto un ultimo tentativo che costava solo un piccolissimo investimento. Ho acquistato un cavo che permette di collegare le porte midi presenti sulle tastiere musicali alla porta USB del computer per far comunicare i due dispositivi. Nonostante questo tipo di cavo sia sempre esistito (io ne avevo uno da MIDI a seriale RS232 dei vecchi computer) a quanto pare non è ancora molto conosciuto.
Utilizzando un software audio (ce ne sono tantissimi anche gratis), con questo tipo di collegamento è possibile suonare sulla tastiera ed ascoltare il "risultato" dalle casse del pc. La parte che sintetizza i suoni la fa il software, quindi diventa possibile sbizzarrirsi a creare suoni di ogni tipo, registrare e suonare una traccia per volta, modificare lo spartito appena suonato direttamente sul pc ecc.
Insomma spendendo solo 7 euro ho permesso di poter nuovamente riutilizzare la vecchia tastiera musicale che, in questo modo, è diventata più interessante.
Ho collegato la mia vecchia tastiera Yamaha PSR330 al pc per testare il cavo MIDI-USB...
Ciao
lunedì 13 gennaio 2014
"Idee per casa", spunti creativi per arredo, ristrutturazione, giardino e personalizzazione della tua casa
Visto che negli ultimi anni in tanti me l'hanno chiesto, ho deciso di condividere parte del mio materiale legato al pianeta casa. Utile a chiunque voglia cambiare, costruire o ristrutturare casa, chi desidera arredarla o personalizzarla, all'interno e all'esterno.
Tutto il materiale lo sto inserendo, un pò per volta, in una zona riservata del sito www.videocasaitalia.it
Per consultarlo gratuitamente è sufficente registrarsi ed effettuare il log-in al sito.
Ricordo che:
1) il materiale è cosultabile ma non scaricabile
2) si tratta di materiale non più presente in commercio, nel caso delle riviste cercare fra le prime o le ultime pagine l'indirizzo dell'editore per richiedere le eventuali copie arretrate.
3) inserisco il materiale quando ho tempo, senza una precisa cadenza periodica
4) non sono presenti riviste o libri che si trovano sul mercato in questo momento
5) non chiedetemi copia del materiale, non posso fornirlo
Buona consultazione...
Tutto il materiale lo sto inserendo, un pò per volta, in una zona riservata del sito www.videocasaitalia.it
Per consultarlo gratuitamente è sufficente registrarsi ed effettuare il log-in al sito.
Ricordo che:
1) il materiale è cosultabile ma non scaricabile
2) si tratta di materiale non più presente in commercio, nel caso delle riviste cercare fra le prime o le ultime pagine l'indirizzo dell'editore per richiedere le eventuali copie arretrate.
3) inserisco il materiale quando ho tempo, senza una precisa cadenza periodica
4) non sono presenti riviste o libri che si trovano sul mercato in questo momento
5) non chiedetemi copia del materiale, non posso fornirlo
Buona consultazione...
DeviantArt... quanto è rimasto di artistico?
DeviantArt è la comunity di artisti più vecchia e popolata del web.
Mi ci sono iscritto più di 10 anni fa, ma era tantissimo tempo che non visitavo più il sito, tanto che le mie credenziali di accesso sono state cancellate (forse per disuso dell'account).
Nel tempo la comunity è cresciuta in maniera esponenziale ed anche il sito è cambiato molto, adesso ci sono servizi a pagamento mentre prima era totalmente gratuito.
E' utile iscriversi sia per trovare migliaia di spunti per i propri lavori che per vendere (o almeno provare) le proprie opere. DeviantArt permette di acquistare le opere, anche se al creatore viene riconosciuto troppo poco (a mio parere).
Ho ricreato il mio account ed iniziato a caricare qualche mia immagine, anche se, da un veloce "girata" del sito, mi sono reso conto che i contenuti, oggi, sanno molto meno di artistico.
La comunity è cresciuta, chiunque può iscriversi e postare materiale quindi ha assunto più l'aspetto di una discarica. Capisco che l'aspetto artistico è sempre molto soggettivo ma ci trovi veramente ogni tipo di schifezza, materiale di cattivo gusto e che sfiora l'illecito.
Un sistema di scrematura delle "opere" forse sarebbe servito.
Insomma mi sono venuti un pò di dubbi se sia ancora una buona vetrina per esporre i propri lavori...
Comunque il mio account è raggiungibile qui: http://mgadaleta.deviantart.com/
www.deviantart.com
Mi ci sono iscritto più di 10 anni fa, ma era tantissimo tempo che non visitavo più il sito, tanto che le mie credenziali di accesso sono state cancellate (forse per disuso dell'account).
Nel tempo la comunity è cresciuta in maniera esponenziale ed anche il sito è cambiato molto, adesso ci sono servizi a pagamento mentre prima era totalmente gratuito.
E' utile iscriversi sia per trovare migliaia di spunti per i propri lavori che per vendere (o almeno provare) le proprie opere. DeviantArt permette di acquistare le opere, anche se al creatore viene riconosciuto troppo poco (a mio parere).
Ho ricreato il mio account ed iniziato a caricare qualche mia immagine, anche se, da un veloce "girata" del sito, mi sono reso conto che i contenuti, oggi, sanno molto meno di artistico.
La comunity è cresciuta, chiunque può iscriversi e postare materiale quindi ha assunto più l'aspetto di una discarica. Capisco che l'aspetto artistico è sempre molto soggettivo ma ci trovi veramente ogni tipo di schifezza, materiale di cattivo gusto e che sfiora l'illecito.
Un sistema di scrematura delle "opere" forse sarebbe servito.
Insomma mi sono venuti un pò di dubbi se sia ancora una buona vetrina per esporre i propri lavori...
Comunque il mio account è raggiungibile qui: http://mgadaleta.deviantart.com/
www.deviantart.com
domenica 5 gennaio 2014
Un salto virtuale al Castel del Monte?
Una delle attrazioni del nostro territorio è sicuramente il singolare Castel del Monte, patrimonio dell'umanità dell'UNESCO, è raffigurato sulle monete da 1 centesimo di euro.
Una tappa consigliata a chiunque faccia vacanza in Puglia. Maggiori informazioni si possono trovare su Wiki: http://it.wikipedia.org/wiki/Castel_del_Monte oppure sul sito internet "I misteri del Castel del Monte".
Ieri pomeriggio ho realizzato qualche scatto del castello. Questo lo sto utilizzando come sfondo desktop:
e questo è un virtual tour dell'esterno del castello:
Versione per browser che supportano Flash:
Versione per dispositivi che non supportano Flash:
Si può interagire con la foto cliccando direttamente nella foto oppure usando i tasti posti in basso.
Mi ha fatto piacere vedere esposta la mia foto a Bisceglie, in occasione della Giornata Mondiale della Fotografia...
Una tappa consigliata a chiunque faccia vacanza in Puglia. Maggiori informazioni si possono trovare su Wiki: http://it.wikipedia.org/wiki/Castel_del_Monte oppure sul sito internet "I misteri del Castel del Monte".
Ieri pomeriggio ho realizzato qualche scatto del castello. Questo lo sto utilizzando come sfondo desktop:
e questo è un virtual tour dell'esterno del castello:
Versione per browser che supportano Flash:
Versione per dispositivi che non supportano Flash:
Si può interagire con la foto cliccando direttamente nella foto oppure usando i tasti posti in basso.
Mi ha fatto piacere vedere esposta la mia foto a Bisceglie, in occasione della Giornata Mondiale della Fotografia...
domenica 29 dicembre 2013
Troppo facile dare sempre la colpa all'Euro...
Stamattina spendo qualche minuto di tempo per condividere una mia riflessione di carattere economico/sociale che ritengo molto importante.
Usiamo oramai da parecchi anni la moneta unica e quotidianamente siamo abituati a leggere/ascoltare chi dà la colpa della crisi all'Euro, chi vorrebbe uscire dall'Unione Europea, chi vorrebbe ritornare alla Lira e via dicendo.
Io penso che la principale causa di questa situazione sia dovuta al nostro pessimo stile di vita e l'unica vera soluzione sia una rieducazione alla valutazione delle "cose". Mi spiego:
L'uomo per vivere ha bisogno di "cose", per avere queste "cose" ha deciso di utilizzare una moneta. Adesso non riusciamo più ad avere le "cose" che ci servono quindi diamo la colpa alla moneta; pensiamo abbia assunto un valore troppo basso.
L'unica cosa vera è che un cambio di moneta spiazza, perchè falsa la percezione del valore delle "cose". L'avvento dell'Euro ha provocato proprio questo e, purtroppo, c'è chi ci ha lucrato ed ancora lo fa. Le aziende oggi producono "cose" che hanno sempre meno valore quindi siamo costretti a ricomprare le stesse "cose" ed è ovvio che la moneta non basta più per soddisfare le nostre esigenze.
La moneta può avere valore 10, 100, o 1000 ma fino a quando continueremo con questo stile di vita non avrà mai abbastanza valore per soddisfare le nostre esigenze.
Per avere una dimostrazione pratica basta tornare indietro di soli 10-15 anni, sforzandoci di ricordare che qualità avevano le "cose" che acquistavamo e quanto duravano. Senza considerare che fino a 50-100 anni fa le "cose" non avevano solo un valore economico ma persino affettivo, venivano tramandate per generazioni.
Il nostro cervello non percepisce immediatamente questo stile di vita come negativo perchè lo "shopping" rimane sempre una cosa piacevole. A chi non piace avere una "cosa" nuova? Peccato che quella cosa diventerà quasi subito spazzatura. Si, mai nella storia del mondo una qualsiasi "cosa" ha avuto una vita così breve!
Oggi cambiare un cellulare dopo due anni è normale perchè è vecchio, cambiare il maglione dopo un anno è normale perchè è fuori moda, buttare un elettrodomestico guasto dopo 6 mesi è normale perchè non abbiamo tenuto lo scontrino per la garanzia, tanto è uscito il modello nuovo e comunque non costava molto...
Fino a quando continueremo così non esisterà moneta che reggerà i nostri ritmi di consumo!!!!
La soluzione?
E' solo una rieducazione al reale valore delle "cose", indipendentemente da quanto costano.
Premiare chi produce e vende "cose" di qualità e boicottare o denunciare chi produce o vende spazzatura.
E non dimentichiamo la nostra salute. Questo sistema di produzione finalizzato esclusivamente al profitto e al consumo immette sul mercato alimenti dannosi per la nostra salute.
Questo, naturalmente, dal mio punto di vista.
Usiamo oramai da parecchi anni la moneta unica e quotidianamente siamo abituati a leggere/ascoltare chi dà la colpa della crisi all'Euro, chi vorrebbe uscire dall'Unione Europea, chi vorrebbe ritornare alla Lira e via dicendo.
Io penso che la principale causa di questa situazione sia dovuta al nostro pessimo stile di vita e l'unica vera soluzione sia una rieducazione alla valutazione delle "cose". Mi spiego:
L'uomo per vivere ha bisogno di "cose", per avere queste "cose" ha deciso di utilizzare una moneta. Adesso non riusciamo più ad avere le "cose" che ci servono quindi diamo la colpa alla moneta; pensiamo abbia assunto un valore troppo basso.
L'unica cosa vera è che un cambio di moneta spiazza, perchè falsa la percezione del valore delle "cose". L'avvento dell'Euro ha provocato proprio questo e, purtroppo, c'è chi ci ha lucrato ed ancora lo fa. Le aziende oggi producono "cose" che hanno sempre meno valore quindi siamo costretti a ricomprare le stesse "cose" ed è ovvio che la moneta non basta più per soddisfare le nostre esigenze.
La moneta può avere valore 10, 100, o 1000 ma fino a quando continueremo con questo stile di vita non avrà mai abbastanza valore per soddisfare le nostre esigenze.
Per avere una dimostrazione pratica basta tornare indietro di soli 10-15 anni, sforzandoci di ricordare che qualità avevano le "cose" che acquistavamo e quanto duravano. Senza considerare che fino a 50-100 anni fa le "cose" non avevano solo un valore economico ma persino affettivo, venivano tramandate per generazioni.
Il nostro cervello non percepisce immediatamente questo stile di vita come negativo perchè lo "shopping" rimane sempre una cosa piacevole. A chi non piace avere una "cosa" nuova? Peccato che quella cosa diventerà quasi subito spazzatura. Si, mai nella storia del mondo una qualsiasi "cosa" ha avuto una vita così breve!
Oggi cambiare un cellulare dopo due anni è normale perchè è vecchio, cambiare il maglione dopo un anno è normale perchè è fuori moda, buttare un elettrodomestico guasto dopo 6 mesi è normale perchè non abbiamo tenuto lo scontrino per la garanzia, tanto è uscito il modello nuovo e comunque non costava molto...
Fino a quando continueremo così non esisterà moneta che reggerà i nostri ritmi di consumo!!!!
La soluzione?
E' solo una rieducazione al reale valore delle "cose", indipendentemente da quanto costano.
Premiare chi produce e vende "cose" di qualità e boicottare o denunciare chi produce o vende spazzatura.
E non dimentichiamo la nostra salute. Questo sistema di produzione finalizzato esclusivamente al profitto e al consumo immette sul mercato alimenti dannosi per la nostra salute.
Questo, naturalmente, dal mio punto di vista.
giovedì 26 dicembre 2013
POSTE ITALIANE: DISSERVIZI E NESSUNA ASSISTENZA PER I PROBLEMI CON POSTEPAY!
Il post era inizialmente titolato "Un bel bug informatico 'Poste Italiane' per Natale... che vergogna!!!" ma a quanto pare la situazione è molto peggio...
A Santo Stefano un'altra bella esperienza... che sicuramente contribuisce a consolidare la mia fiducia nella salvaguardia dei dati sensibili da parte di poste italiane.
Ultimamente tutti i possessori si carta PostePay hanno ricevuto a casa l'invito per mettere in sicurezza la propria scheda adottando il "nuovo sistema di sicurezza" entro il 31 Dicembre. Il sistema prevede di associare il proprio numero di cellulare alla scheda, per fare questo bisogna andare in posta oppure servirsi del sistema automatico attraverso qualsiasi sportello postamat.
Oramai tanti servizi internet permettono di associare il proprio numero di cellulare all'account, ma nessuno ti obbliga ad uscire di casa e a dover fare una fila per effettuare l'operazione. Come mai Poste usa questo sistema????? Bhoooo!!! Comunque non ho dato peso alla cosa perchè è possibile farlo allo sportello ATM esterno senza perdere tempo per la fila.
Stamani esco a fare benzina, passo vicino all'ufficio postale centrale di Ruvo di Puglia, quindi decido di fermarmi per effettuare quest'operazione visto che siamo oramai alla fine di Dicembre.
Inserisco la scheda e, come indicato sul volantino ricevuto, scelgo la funzione di sicurezza, il sistema mi chiede il pin (da 5 cifre) e stranamente è risultato errato. Per farla breve, ho fatto diverse prove, non solo all'ATM della posta centrale, ma anche a quello della succursale (piazza Bovio), il mio codice pin funziona solo se si vuole prelevare del denaro, altrimenti per tutti gli altri servizi viene riconsociuto errato.
Cosciente del rischio che correvo, per le tante prove errate l'ATM ha trattenuto la mia carta PostePay. Domani dovrò rivolgermi al personale per riavere la mia scheda, così potrò finalmente "decantare le lodi" al loro sistema informatico così efficiente.
Nemmeno nel sito internet più disgraziato ed economico che ho realizzato ho mai fatto certi errori. Mi auguro che la sicurezza dei nostri dati venga trattata con più attenzione.
Questo il risultato delle telefonate al numero verde:
P.S. Un dato che ho potuto constatare personalmente: per gli europei e persino per i cinesi il nostro sistema postale è uno dei più scadenti. Costi elevati, tempi lunghi, disservizi ed eccessiva posta smarrita. Non si fidano.
Aggiornamento 03/01/14: E l'odissea continua...
Il giorno 27/12/13 mi sono recato presso l'ufficio postale di Piazza Bovio-Via Vittorio Veneto per recuperare la mia carta PostePay, un impiegato mi ha invitato a tornare l'indomani alle ore 8:30 perchè "la cassaforte era oramai chiusa".
L'indomani mattina mi sono ripresentato, un'impiegata mi ha chiesto di ritornare perchè il direttore non era in sede, al chè ho cominciato a perdere la pazienza. L'impiegata ha così deciso di cercare qualcuno che mi risolvesse il problema. Dopo circa 10 minuti di attesa, presentando un mio documento, ho potuto riavere la mia carta PostePay. Ho fatto notare che l'inconveniente era dovuto al cattivo funzionamento del postamat e il mio interlocutore (che mi è sembrato di intuire fosse il direttore di filiale) ha candidamente ipotizzato che forse non è aggiornato il software del postamat... mhaaa?!?!
Finita la mia operazione di associazione del numero di cellulare alla scheda (stavolta alle casse), ho finalmente concluso un'operazione che mi avrebbe dovuto portare via solo 30 secondi di tempo.
Stranamente, il giorno 29 faccio un acquisto online, vado a pagare (come faccio sempre) con la postepay ma l'operazione non viene accettata. Ho pensato fosse un disguido temporaneo e pago con un altra carta.
Ieri mattina (2 Gennaio 2014) ho fatto altri due acquisti, su due siti internet differenti ed entrambi non accettano il pagamento con la mia PostePay.
Ho subito visitato il sito poste.it ed ho trovato il numero verde 803160. Nella tarda mattinata di ieri ho chiamato 7 volte, restando in attesa da un minimo di 10 minuti ad un massimo di 20 minuti, senza riuscire a parlare con un operatore. Ho così deciso di compilare il form di assistenza online, spiegando la situazione, in attesa di una risposta. Dalle ore 14 circa di ieri alle 12:00 di oggi (03/01/14) non ho ancora ricevuto risposta, così ho deciso di richiamare il numero verde. Per tre volte, attendendo una media di 15 minuti, non sono riuscito ancora a parlare con un operatore, mi sono solo rincretinito ad ascoltare la musichetta d'attesa.
Suppongo che il blocco dei pagamenti sia collegato al ritiro della scheda da parte del Postamat. Al momento non posso ancora utilizzare i miei soldi presenti sulla scheda e non posso parlare con un operatore.
Sono anche un correntista Poste Italiane ma questa bellissima esperienza non può fare altro che invoglare a cambiare operatore bancario... VERGOGNA!
Aggiornamento 07/01/2014...
Sembra assurdo ma sto conoscendo una realtà di Poste Italiane che ignoravo. Se hai un problema con la scheda PostePay NON C'E' MODO DI AVERE ASSISTENZA!
Non oso immaginare che tipo di assistenza offra per problemi più seri.
Venerdì 04/01 mi sono recato all'ufficio postale centrale di Ruvo per effettuare alcune operazioni allo sportello. Ho spiegato all'operatore il mio problema con la PostePay e, come immaginavo, mi ha rimandato al numero verde per cercare la soluzione.
Fino ad ora (07/01/14 ore 19:39) non ho avuto nessuna risposta alla mia segnalazione online sul sito di Poste. Ho effettuato una seconda segnalazione, oramai nella vana speranza di un "miracolo".
Negli ultimi giorni ho contiunuato a chiamare il numero verde. Solo oggi ho fatto 4 telefonate, attendendo al massimo 25 minuti, senza riuscire a parlare con un operatore. PAZZESCO!
Aggiornamento 08/01/2014...
Oggi alla prima telefonata del giorno al numero verde, dopo soli 10 minuti RIESCO A PARLARE CON UN OPERATORE... ero emozionato, non credevo alle mie orecchie. Dopo appena 10 giorni di prove e una trentina di ore di attesa con la musichetta.
Finalmente riesco a spiegare il tutto all'operatore, faccio persino un'operazione di pagamento in tempo reale per dimostrare l'errore. Questo non può fare altro che aprire una pratica di verifica, anticipandomi che i tempi sono lunghi, quindi sarebbe meglio rivolgersi all'ufficio postale che mi ha trattenuto la scheda postepay perchè il fattore scatenante di questo problema è sicuramente legato a qualche operazione errata fatta dall'ufficio.
Mi vesto e mi fiondo nell'affollatissima succursale postale per parlare col direttore. Dopo qualche minuto di conversazione con quest'ultimo emerge solo che "loro non hanno fatto niente, hanno solo preso la scheda e restituitami", l'unica soluzione suggerita è la sostituzione della scheda con una nuova, da fare non nella succursale ma nella sede centrale. Questo significa fare altra coda in un altro ufficio postale e, se non vado errato, pagare 5 euro per la sostituzione della scheda. Tutto questo, ribadisco, per colpa di POSTE ITALIANE. Ma tanto chi se ne frega, noi clienti abbiamo tempo e soldi da buttare!!!!!
E l'avventura continua... e i disservizi pure!
A Santo Stefano un'altra bella esperienza... che sicuramente contribuisce a consolidare la mia fiducia nella salvaguardia dei dati sensibili da parte di poste italiane.
Ultimamente tutti i possessori si carta PostePay hanno ricevuto a casa l'invito per mettere in sicurezza la propria scheda adottando il "nuovo sistema di sicurezza" entro il 31 Dicembre. Il sistema prevede di associare il proprio numero di cellulare alla scheda, per fare questo bisogna andare in posta oppure servirsi del sistema automatico attraverso qualsiasi sportello postamat.
Oramai tanti servizi internet permettono di associare il proprio numero di cellulare all'account, ma nessuno ti obbliga ad uscire di casa e a dover fare una fila per effettuare l'operazione. Come mai Poste usa questo sistema????? Bhoooo!!! Comunque non ho dato peso alla cosa perchè è possibile farlo allo sportello ATM esterno senza perdere tempo per la fila.
Stamani esco a fare benzina, passo vicino all'ufficio postale centrale di Ruvo di Puglia, quindi decido di fermarmi per effettuare quest'operazione visto che siamo oramai alla fine di Dicembre.
Inserisco la scheda e, come indicato sul volantino ricevuto, scelgo la funzione di sicurezza, il sistema mi chiede il pin (da 5 cifre) e stranamente è risultato errato. Per farla breve, ho fatto diverse prove, non solo all'ATM della posta centrale, ma anche a quello della succursale (piazza Bovio), il mio codice pin funziona solo se si vuole prelevare del denaro, altrimenti per tutti gli altri servizi viene riconsociuto errato.
Cosciente del rischio che correvo, per le tante prove errate l'ATM ha trattenuto la mia carta PostePay. Domani dovrò rivolgermi al personale per riavere la mia scheda, così potrò finalmente "decantare le lodi" al loro sistema informatico così efficiente.
Nemmeno nel sito internet più disgraziato ed economico che ho realizzato ho mai fatto certi errori. Mi auguro che la sicurezza dei nostri dati venga trattata con più attenzione.
Questo il risultato delle telefonate al numero verde:
P.S. Un dato che ho potuto constatare personalmente: per gli europei e persino per i cinesi il nostro sistema postale è uno dei più scadenti. Costi elevati, tempi lunghi, disservizi ed eccessiva posta smarrita. Non si fidano.
Aggiornamento 03/01/14: E l'odissea continua...
Il giorno 27/12/13 mi sono recato presso l'ufficio postale di Piazza Bovio-Via Vittorio Veneto per recuperare la mia carta PostePay, un impiegato mi ha invitato a tornare l'indomani alle ore 8:30 perchè "la cassaforte era oramai chiusa".
L'indomani mattina mi sono ripresentato, un'impiegata mi ha chiesto di ritornare perchè il direttore non era in sede, al chè ho cominciato a perdere la pazienza. L'impiegata ha così deciso di cercare qualcuno che mi risolvesse il problema. Dopo circa 10 minuti di attesa, presentando un mio documento, ho potuto riavere la mia carta PostePay. Ho fatto notare che l'inconveniente era dovuto al cattivo funzionamento del postamat e il mio interlocutore (che mi è sembrato di intuire fosse il direttore di filiale) ha candidamente ipotizzato che forse non è aggiornato il software del postamat... mhaaa?!?!
Finita la mia operazione di associazione del numero di cellulare alla scheda (stavolta alle casse), ho finalmente concluso un'operazione che mi avrebbe dovuto portare via solo 30 secondi di tempo.
Stranamente, il giorno 29 faccio un acquisto online, vado a pagare (come faccio sempre) con la postepay ma l'operazione non viene accettata. Ho pensato fosse un disguido temporaneo e pago con un altra carta.
Ieri mattina (2 Gennaio 2014) ho fatto altri due acquisti, su due siti internet differenti ed entrambi non accettano il pagamento con la mia PostePay.
Ho subito visitato il sito poste.it ed ho trovato il numero verde 803160. Nella tarda mattinata di ieri ho chiamato 7 volte, restando in attesa da un minimo di 10 minuti ad un massimo di 20 minuti, senza riuscire a parlare con un operatore. Ho così deciso di compilare il form di assistenza online, spiegando la situazione, in attesa di una risposta. Dalle ore 14 circa di ieri alle 12:00 di oggi (03/01/14) non ho ancora ricevuto risposta, così ho deciso di richiamare il numero verde. Per tre volte, attendendo una media di 15 minuti, non sono riuscito ancora a parlare con un operatore, mi sono solo rincretinito ad ascoltare la musichetta d'attesa.
Suppongo che il blocco dei pagamenti sia collegato al ritiro della scheda da parte del Postamat. Al momento non posso ancora utilizzare i miei soldi presenti sulla scheda e non posso parlare con un operatore.
Sono anche un correntista Poste Italiane ma questa bellissima esperienza non può fare altro che invoglare a cambiare operatore bancario... VERGOGNA!
Aggiornamento 07/01/2014...
Sembra assurdo ma sto conoscendo una realtà di Poste Italiane che ignoravo. Se hai un problema con la scheda PostePay NON C'E' MODO DI AVERE ASSISTENZA!
Non oso immaginare che tipo di assistenza offra per problemi più seri.
Venerdì 04/01 mi sono recato all'ufficio postale centrale di Ruvo per effettuare alcune operazioni allo sportello. Ho spiegato all'operatore il mio problema con la PostePay e, come immaginavo, mi ha rimandato al numero verde per cercare la soluzione.
Fino ad ora (07/01/14 ore 19:39) non ho avuto nessuna risposta alla mia segnalazione online sul sito di Poste. Ho effettuato una seconda segnalazione, oramai nella vana speranza di un "miracolo".
Negli ultimi giorni ho contiunuato a chiamare il numero verde. Solo oggi ho fatto 4 telefonate, attendendo al massimo 25 minuti, senza riuscire a parlare con un operatore. PAZZESCO!
Aggiornamento 08/01/2014...
Oggi alla prima telefonata del giorno al numero verde, dopo soli 10 minuti RIESCO A PARLARE CON UN OPERATORE... ero emozionato, non credevo alle mie orecchie. Dopo appena 10 giorni di prove e una trentina di ore di attesa con la musichetta.
Finalmente riesco a spiegare il tutto all'operatore, faccio persino un'operazione di pagamento in tempo reale per dimostrare l'errore. Questo non può fare altro che aprire una pratica di verifica, anticipandomi che i tempi sono lunghi, quindi sarebbe meglio rivolgersi all'ufficio postale che mi ha trattenuto la scheda postepay perchè il fattore scatenante di questo problema è sicuramente legato a qualche operazione errata fatta dall'ufficio.
Mi vesto e mi fiondo nell'affollatissima succursale postale per parlare col direttore. Dopo qualche minuto di conversazione con quest'ultimo emerge solo che "loro non hanno fatto niente, hanno solo preso la scheda e restituitami", l'unica soluzione suggerita è la sostituzione della scheda con una nuova, da fare non nella succursale ma nella sede centrale. Questo significa fare altra coda in un altro ufficio postale e, se non vado errato, pagare 5 euro per la sostituzione della scheda. Tutto questo, ribadisco, per colpa di POSTE ITALIANE. Ma tanto chi se ne frega, noi clienti abbiamo tempo e soldi da buttare!!!!!
E l'avventura continua... e i disservizi pure!
domenica 15 dicembre 2013
Stativo motorizzato per riprese e fotografia 360° (virtual tour)
Un breve post per presentare il mio stativo motorizzato, per riprese e fotografie... da un nuovo punto di vista ;)
Visto che ogni volta che lo utilizzo desta l'interesse di qualcuno, ho deciso di spiegarne le funzionalità; potrebbe risultare un utile spunto per chi volesse realizzarne uno simile.
Mesi fa è nata l'esigenza di realizzare delle fotografie a 360° per un agriturismo, i cosiddetti "Virtual Tour", che permettono a chi le guarda di "muoversi" nella fotografia.
Queste si realizzano fondendo fra loro decine di normali fotografie, fino a ricreare l'ambiente in cui sono state scattate, in un'unica immagine a 360°.
Utilizzando un normale cavalletto non sempre si riesce a cogliere la migliore visione dell'ambiente circostante, così ho deciso di realizzare uno stativo abbastanza alto, che mi permettesse di poter regolare l'angolo di ripresa dal basso, quindi motorizzato a distanza.
Il risultato è un supporto alto quasi 3,5 metri che mi permette un angolo di ripresa molto più interessante.
Risulta utile non solo per le fotografie a 360° ma anche per scatti e riprese video in ambienti dove c'è gente, a quell'altezza si va oltre la testa della gente.
Qui sotto qualche scatto realizzato da un amico:
Qui sotto ho riprodotto la stessa fotografia 360° realizzata da un'azienda specializzata in virtual tour (www.italiavirtualtour.it). Si tratta di Piazza Bovio a Ruvo di Puglia.
E' stato utilizzato un normale cavalletto ad altezza d'uomo. Qui il link: http://www.italiavirtualtour.it/dettaglio.php?id=94263
Questo invece è la foto 360° che ho realizzato io:
Si può interagire con la foto cliccando direttamente nella foto oppure usando i tasti posti in basso.
Visto che ogni volta che lo utilizzo desta l'interesse di qualcuno, ho deciso di spiegarne le funzionalità; potrebbe risultare un utile spunto per chi volesse realizzarne uno simile.
Mesi fa è nata l'esigenza di realizzare delle fotografie a 360° per un agriturismo, i cosiddetti "Virtual Tour", che permettono a chi le guarda di "muoversi" nella fotografia.
Queste si realizzano fondendo fra loro decine di normali fotografie, fino a ricreare l'ambiente in cui sono state scattate, in un'unica immagine a 360°.
Utilizzando un normale cavalletto non sempre si riesce a cogliere la migliore visione dell'ambiente circostante, così ho deciso di realizzare uno stativo abbastanza alto, che mi permettesse di poter regolare l'angolo di ripresa dal basso, quindi motorizzato a distanza.
Il risultato è un supporto alto quasi 3,5 metri che mi permette un angolo di ripresa molto più interessante.
Risulta utile non solo per le fotografie a 360° ma anche per scatti e riprese video in ambienti dove c'è gente, a quell'altezza si va oltre la testa della gente.
Qui sotto qualche scatto realizzato da un amico:
Qui sotto ho riprodotto la stessa fotografia 360° realizzata da un'azienda specializzata in virtual tour (www.italiavirtualtour.it). Si tratta di Piazza Bovio a Ruvo di Puglia.
E' stato utilizzato un normale cavalletto ad altezza d'uomo. Qui il link: http://www.italiavirtualtour.it/dettaglio.php?id=94263
Questo invece è la foto 360° che ho realizzato io:
lunedì 25 novembre 2013
Risparmio energetico: spegnere automaticamente il PC
A chi non è mai capitato di far fare un'operazione lunga al proprio PC ma di doversi allontanare o magari, a tarda sera, è ora di andare a dormire. In questi casi il nostro computer rimane acceso, senza far niente, consumando inutile corrente che ci ritroveremo in bolletta.
E' arrivata l'ora di utilizzare qualche semplice utility che spenga in nostro computer quando finisce di lavorare. In giro ce ne sono tante, quasi tutte gratuite. Ne ho scelta una ben fatta, in italiano e che sembra fare correttamente il proprio compito: "PowerOFF", nel momento in cui scrivo arrivato alla versione 3.0.1.3, tradotto anche in italiano.
Qui è possibile visitare la pagina ufficiale del programmatore: http://users.telenet.be/jbosman/applications.html
oppure scaricare direttamente la versione in italiano: http://poweroff.softonic.it/download o http://www.megalab.it/3010/poweroff-ita
Ciao
E' arrivata l'ora di utilizzare qualche semplice utility che spenga in nostro computer quando finisce di lavorare. In giro ce ne sono tante, quasi tutte gratuite. Ne ho scelta una ben fatta, in italiano e che sembra fare correttamente il proprio compito: "PowerOFF", nel momento in cui scrivo arrivato alla versione 3.0.1.3, tradotto anche in italiano.
Qui è possibile visitare la pagina ufficiale del programmatore: http://users.telenet.be/jbosman/applications.html
oppure scaricare direttamente la versione in italiano: http://poweroff.softonic.it/download o http://www.megalab.it/3010/poweroff-ita
Ciao
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