Condivido questo post per suggerire una soluzione ad un problemino poco piacevole che può presentarsi a chiunque..
Ieri sera, dalle 23:00 circa mi sono reso conto che, navigando in wifi con il tablet (Android), non riuscivo più a raggiungere il sito di Google. Digitando www.google.it o .com venivo sempre reindirizzato a pagine di Libero/Infostrada (che è il mio gestore ADSL). Dopo una mezzora del persistere del problema ho fatto una scansione antivirus/antimalware del tablet senza risultato, navigando con i PC Google era sempre raggiungibile mentre provando con il tablet, due smartphone e due smartTV (tutti Android) i siti Google erano sempre irraggiungibili (con relativo reindirizzamento su pagine Libero). Visto che un improvviso contagio di massa da un famelico virus era improbabile ho deciso di tentare puntando ad altro server DNS ed ho risolto il problema. Sui PC non uso DNS Infostrada ma gli OpenDNS, mi sono sempre trovato bene e il 100% dei siti è sempre raggiungibile. Non sapendo come modificare i server DNS su Android ho installato un'APP gratuita che ti permette di farlo in pochi secondi (la trovi qui: https://play.google.com/store/apps/details?id=htmt.changedns).
A voler essere malpensante potrebbe sembrare strano che per più di un ora (solo il tempo che ho provato io) il sito più visitato al mondo (Google) risulti non raggiungibile a favore di un tour di pagine Libero...
comunque, per evitare ogni malinteso, meglio utilizzare server DNS veramente liberi!
Per chi non sapesse cosa sono i DNS basta digitare su Google "cosa sono i DNS". Per i più pigri clicca QUI o QUI
Benvenuto/a.
Perchè un blog? Vedo di riassumere: meglio 2 visitatori al mese con cui condividere qualcosa di utile che "5000" amici su Facebook dai quali sorbirsi, ogni giorno, inviti e sagge condivisioni.
Buona navigazione...
venerdì 12 dicembre 2014
domenica 5 ottobre 2014
"News From Me ;)" la nuova app android per tenersi aggiornati su cosa succede nel mondo...
Scherzo. Si tratta di una piccola applicazione android che ti collega velocemente a questo blog e al mio canale Youtube.
In realtà è una prima applicazione sperimentale che verrà modificata ed implementata nel progetto "Non Solo Quiz". Si adatta a dispositivi diversi come telefoni cellulari o tablet e si può scaricare gratuitamente dallo store di Google Play.
Questo è il link diretto: https://play.google.com/store/apps/details?id=appinventor.ai_m_gadaleta.MyPersonalBlog
Ciao
In realtà è una prima applicazione sperimentale che verrà modificata ed implementata nel progetto "Non Solo Quiz". Si adatta a dispositivi diversi come telefoni cellulari o tablet e si può scaricare gratuitamente dallo store di Google Play.
Questo è il link diretto: https://play.google.com/store/apps/details?id=appinventor.ai_m_gadaleta.MyPersonalBlog
Ciao
domenica 10 agosto 2014
Matera: spettacolo a cielo aperto
La definizione "Sassi di Matera" sminuisce leggermente la singolarità di questa città della Basilicata. Non a caso dal 1993 è diventa Patrimonio dell'umanità dell'Unesco.
La città antica è letteralmente scavata nella roccia. In realtà, in buona parte, si tratta di tufo, quindi abbastanza semplice da scavare e modellare. Oltre alle singolari abitazioni, quello che si nota subito è l'evidente "segno" del tempo. Il tufo subisce l'erosione degli agenti atmosferici molto più della pietra, donando alle abitazioni un aspetto vissuto.
Direi che è una delle meraviglie che almeno una volta della vita bisogna visitare.
Qui una raccolta di scatti che ho fatto in due diverse occasioni.
La sessione notturna in compagnia dell'amico Marcello Lovino.
La città antica è letteralmente scavata nella roccia. In realtà, in buona parte, si tratta di tufo, quindi abbastanza semplice da scavare e modellare. Oltre alle singolari abitazioni, quello che si nota subito è l'evidente "segno" del tempo. Il tufo subisce l'erosione degli agenti atmosferici molto più della pietra, donando alle abitazioni un aspetto vissuto.
Direi che è una delle meraviglie che almeno una volta della vita bisogna visitare.
Qui una raccolta di scatti che ho fatto in due diverse occasioni.
La sessione notturna in compagnia dell'amico Marcello Lovino.
lunedì 28 luglio 2014
Il nostro contributo a "Ruvo, Carafa e la leggenda"
Quest'anno, il 21 e 22 Giugno, si è svolta la seconda edizione del corteo "Ruvo, Carafa e la leggenda", una singolare manifestazione rievocativa delle vicende storiche del XVIII secolo. Il corteo di figuranti, in abiti del periodo, ha percorso alcune strade cittadine.
Anche quest'anno la manifestazione è stata molto apprezzata ed è un vero piacere per noi contribuire, anche se in minima parte, alla crescita/divulgazione dell'iniziativa.
Di seguito il link ad una sorta di album fotografico virtuale.
www.ruvocarafaelaleggenda.tk
Fotografie realizzate da Marcello Lovino, postproduzione Gadaleta Massimiliano.
Anche quest'anno la manifestazione è stata molto apprezzata ed è un vero piacere per noi contribuire, anche se in minima parte, alla crescita/divulgazione dell'iniziativa.
Di seguito il link ad una sorta di album fotografico virtuale.
www.ruvocarafaelaleggenda.tk
Fotografie realizzate da Marcello Lovino, postproduzione Gadaleta Massimiliano.
venerdì 11 luglio 2014
La maledizione di "Viale Madonna delle grazie" a Ruvo di Puglia
Sono da più di quindici anni che risiedo in Viale Madonna delle grazie a Ruvo di Puglia e, sin dal primo giorno, ho dovuto "combattere" con aziende, postini e corrieri per disguidi postali, pacchi non consegnati, ritardi ecc. Tutto (forse) perchè a Ruvo la strada che scende da Piazza Bovio fino al Santuario della Madonna delle grazie è stata divisa in due, la prima parte denominata Via Madonna delle Grazie, la seconda (dal semaforo in poi) Viale Madonna delle grazie. Ogni porzione della strada ha una sua numerazione.
Questa "genialata" comporta una serie di disguidi ai residenti, oramai da anni. Per prima cosa essendo un nome di indirizzo lungo molti mittenti abbreviano scrivendo V. (la V puntata) quindi chi consegna non sa più se si riferisce alla Via o al Viale. Spesso, anche se c'è scritto per esteso Viale, chi consegna, cominciando dall'inizio della strada, trova il civico ma non la corrispondenza del cognome e ritorna il pacco al mittente con la motivazione di "indirizzo errato", senza sapere che dopo il semaforo la numerazione ricomincia da 1 per il Viale.
Quasi la totalità delle cartine online (anche google maps) hanno dato per scontato che la strada abbia un unico nome e quindi la riportano tutta come Via Madonna delle grazie. Se anche trovassimo un corriere solerte che volesse consultare il GPS quasi sicuramente non troverebbe l'indirizzo.
La confusione è parecchia: nonostante la targa all'inizio della strada (la metà che mi interessa) riporti "Viale Madonna delle Grazie", alcune attività come la Cantina Crifo, l'Istituto Tecnico Commerciale riportano il proprio indirizzo come Via...
Ci sarebbe da chiedere alle istituzioni locali: "ma esattamente, dove abitiamo?"
La targa all'inizio della strada mostra questo:
Questa "genialata" comporta una serie di disguidi ai residenti, oramai da anni. Per prima cosa essendo un nome di indirizzo lungo molti mittenti abbreviano scrivendo V. (la V puntata) quindi chi consegna non sa più se si riferisce alla Via o al Viale. Spesso, anche se c'è scritto per esteso Viale, chi consegna, cominciando dall'inizio della strada, trova il civico ma non la corrispondenza del cognome e ritorna il pacco al mittente con la motivazione di "indirizzo errato", senza sapere che dopo il semaforo la numerazione ricomincia da 1 per il Viale.
Quasi la totalità delle cartine online (anche google maps) hanno dato per scontato che la strada abbia un unico nome e quindi la riportano tutta come Via Madonna delle grazie. Se anche trovassimo un corriere solerte che volesse consultare il GPS quasi sicuramente non troverebbe l'indirizzo.
La confusione è parecchia: nonostante la targa all'inizio della strada (la metà che mi interessa) riporti "Viale Madonna delle Grazie", alcune attività come la Cantina Crifo, l'Istituto Tecnico Commerciale riportano il proprio indirizzo come Via...
Ci sarebbe da chiedere alle istituzioni locali: "ma esattamente, dove abitiamo?"
La targa all'inizio della strada mostra questo:
giovedì 10 luglio 2014
Interfaccia/pulsantiera remota usb programmabile
Anche questo progetto nasce da un'esigenza personale. Mi è capitato varie volte di dover creare totem informativi per supermercati, fiere, negozi ecc. Semplici computer con sistema operativo Windows che facevano girare vari programmi, collegati a generosi monitor. Il problema è sempre stato quello di rendere i totem interattivi, senza però esporre la tastiera o il mouse al pubblico, per evitare che l'utente potesse pasticciare sul computer.
Ecco che nasce la mia pulsantiera programmabile. Si collega al pc attraverso un normale cavo mini-usb, può essere dotata fino a 8 tasti ed ognuno si questo può essere programmato in modo da effettuare un'operazione differente. Ho realizzato il programma "VBIface" che interfaccia la pulsantiera a qualsiasi programma presente sul computer, rendendo il prodotto veramente versatile. Il software sfrutta le shortcut (scorciatoie) che tutti i programmi in commercio usano. In pratica, premendo una serie di tasti sulla tastiera del computer si possono avviare la maggior parte delle procedure del software. VBIface, in base al pulsante premuto sulla pulsantiera esterna simula la pressione dei tasti shortcut sulla tastiera tradizionale avviando il processo che desideriamo. Il tutto, esponendo al pubblico solo la pulsantiera remota, nascondendo o staccando la tastiera del computer e il mouse. In questo modo diamo la possibilità all'utente di poter effettuare solo le operazioni che vogliamo.
La simulazione della pressione di più tasti può essere contemporanea (pressione di 2/5 tasti insieme) o sequenziale (un tasto dopo l'altro) in base alle esigenze del programma che vogliamo pilotare.
Inoltre ad ogni tasto della pulsantiera può essere associato l'avvio di un qualsiasi file o di una pagina internet.
Il software VBIface può essere impostato con l'avvio automatico del computer.
Qui sotto allego un primo video dimostrativo della pulsantiera. E' la prima versione del progetto, questo potrebbe variare leggermente in corso d'opera, ma le funzionalità principali rimarranno le stesse.
La pulsantiera può essere dotata di un modulo wifi, quindi la comunicazione col pc avverrebe via radio, senza fili.
Testata sui sistemi operativi Microsoft XP, Vista, 7 e 8.
Ecco che nasce la mia pulsantiera programmabile. Si collega al pc attraverso un normale cavo mini-usb, può essere dotata fino a 8 tasti ed ognuno si questo può essere programmato in modo da effettuare un'operazione differente. Ho realizzato il programma "VBIface" che interfaccia la pulsantiera a qualsiasi programma presente sul computer, rendendo il prodotto veramente versatile. Il software sfrutta le shortcut (scorciatoie) che tutti i programmi in commercio usano. In pratica, premendo una serie di tasti sulla tastiera del computer si possono avviare la maggior parte delle procedure del software. VBIface, in base al pulsante premuto sulla pulsantiera esterna simula la pressione dei tasti shortcut sulla tastiera tradizionale avviando il processo che desideriamo. Il tutto, esponendo al pubblico solo la pulsantiera remota, nascondendo o staccando la tastiera del computer e il mouse. In questo modo diamo la possibilità all'utente di poter effettuare solo le operazioni che vogliamo.
La simulazione della pressione di più tasti può essere contemporanea (pressione di 2/5 tasti insieme) o sequenziale (un tasto dopo l'altro) in base alle esigenze del programma che vogliamo pilotare.
Inoltre ad ogni tasto della pulsantiera può essere associato l'avvio di un qualsiasi file o di una pagina internet.
Il software VBIface può essere impostato con l'avvio automatico del computer.
Qui sotto allego un primo video dimostrativo della pulsantiera. E' la prima versione del progetto, questo potrebbe variare leggermente in corso d'opera, ma le funzionalità principali rimarranno le stesse.
La pulsantiera può essere dotata di un modulo wifi, quindi la comunicazione col pc avverrebe via radio, senza fili.
Testata sui sistemi operativi Microsoft XP, Vista, 7 e 8.
martedì 13 maggio 2014
Test steadycam elettronico ricavato da un gimbal per Gopro per elicottero
Il mese scorso ho acquistato un piccolo gimbal brushless per il mio esacottero, ci si può montare piccole action cam come la Gopro.
Ho realizzato un supporto in ferro per tentare di usare il gimbal come una sorta di steadycam elettronico. Ci ho messo anche un supporto per il cellulare, visto che la Gopro può essere gestita via wifi.
Un tradizionale steadycam meccanico smorza i movimenti involontari su tutti i 3 assi, mentre un gimbal per elicottero solo su 2 assi.
Ho fatto il primo test video (che condivido qui sotto) che è risultato insufficiente. Per meglio dire, il gimbal lavora bene, gli spostamenti involontari sugli assi X e Y vengono ammortizzati abbastanza bene, il problema sono gli spostamenti sull'asse Z (rotazioni a destra e sinistra) che, non essendo dotato di terzo motore per quest'asse, risultano visibilissimi.
L'unica prova che posso fare è di realizzare un nuovo supporto ad U facendo combaciare l'asse Z del pugno della mano con l'asse Z della Gopro, nella speranza che il movimento risulti meno evidente. Altrimenti risulterà impossibile utilizzare un gimbal a 2 assi come steadycam.
Alla prossima...
Controllare il gimbal con dei potenziometri pwm esterni:
Ho realizzato un supporto in ferro per tentare di usare il gimbal come una sorta di steadycam elettronico. Ci ho messo anche un supporto per il cellulare, visto che la Gopro può essere gestita via wifi.
Un tradizionale steadycam meccanico smorza i movimenti involontari su tutti i 3 assi, mentre un gimbal per elicottero solo su 2 assi.
Ho fatto il primo test video (che condivido qui sotto) che è risultato insufficiente. Per meglio dire, il gimbal lavora bene, gli spostamenti involontari sugli assi X e Y vengono ammortizzati abbastanza bene, il problema sono gli spostamenti sull'asse Z (rotazioni a destra e sinistra) che, non essendo dotato di terzo motore per quest'asse, risultano visibilissimi.
L'unica prova che posso fare è di realizzare un nuovo supporto ad U facendo combaciare l'asse Z del pugno della mano con l'asse Z della Gopro, nella speranza che il movimento risulti meno evidente. Altrimenti risulterà impossibile utilizzare un gimbal a 2 assi come steadycam.
Alla prossima...
Controllare il gimbal con dei potenziometri pwm esterni:
martedì 6 maggio 2014
Prototipo stativo da auto per camera crane
Avevo da tempo in mente di realizzare una sorta di accessorio per il mio camera crane, un sistema per spostare l'intera struttura per effettuare riprese in movimento.
Ci sono aziende specializzare nella realizzazione di camera crane da auto. Sono spettacolari e costosissimi. Lungi da me paragonare il mio progetto con queste sciccherie, si tratta sempre di una realizzazione per utilizzo amatoriale/semi-professionale.
Le caratteristiche che ho dovuto rispettare sono: economicità del progetto, semplicità e velocità nel montaggio e smontaggio, comandabile dall'interno del veicolo.
Ho fatto un po' di prove e sono arrivato alla realizzazione di un prototipo finale.
Non dovendolo fornire di servomotori per i movimenti (come quelli professionali) è possibile utilizzarlo con il movimento parallelo al pavimento, gestibile con il blocco della puleggia del mio crane. Un cavo, gestito da una seconda persona nell'auto permette di far salire e scendere il crane.
E' possibile montarlo sulle normali barre portapacchi delle vetture.
A breve comincio i test video per avere conferma della reale fattibilità del progetto. Per il momento condivido il video del prototipo finale.
Questa è un'immagine pubblicitaria di un'azienda che produce/noleggia camera crane da auto:
Ci sono aziende specializzare nella realizzazione di camera crane da auto. Sono spettacolari e costosissimi. Lungi da me paragonare il mio progetto con queste sciccherie, si tratta sempre di una realizzazione per utilizzo amatoriale/semi-professionale.
Le caratteristiche che ho dovuto rispettare sono: economicità del progetto, semplicità e velocità nel montaggio e smontaggio, comandabile dall'interno del veicolo.
Ho fatto un po' di prove e sono arrivato alla realizzazione di un prototipo finale.
Non dovendolo fornire di servomotori per i movimenti (come quelli professionali) è possibile utilizzarlo con il movimento parallelo al pavimento, gestibile con il blocco della puleggia del mio crane. Un cavo, gestito da una seconda persona nell'auto permette di far salire e scendere il crane.
E' possibile montarlo sulle normali barre portapacchi delle vetture.
A breve comincio i test video per avere conferma della reale fattibilità del progetto. Per il momento condivido il video del prototipo finale.
Questa è un'immagine pubblicitaria di un'azienda che produce/noleggia camera crane da auto:
Qui il progetto iniziale del crane: http://gadaletamassimiliano.blogspot.it/2012/10/il-mio-camera-crane-spicca-il-volo.html
domenica 4 maggio 2014
Fa meno selfie e più autoscatti e tuo nipote guadagnerà di più!
Tu dirai “ma che c’azzecca” l’autoscatto col guadagno di
un parente?
E’ il riassunto del breve pensiero che vorrei condividere
stamani con chiunque passi sul mio blog.
Mi stavo facendo un caffè in cucina ed ho sentito che in
tv parlavano (per l’ennesima volta) di “selfie”, cioè di autoscatti realizzati
solitamente col telefonino. Da quando, quest’anno, agli Oscar del cinema un
gruppo di attori si è scattato una simpatica foto con un telefonino è divampata
la selfie-mania. Per loro che stavano in America è normale chiamarlo selfie, ma
per noi italiani, ciò che per anni si è chiamato “autoscatto” è diventato improvvisamente
“selfie”. Oggi, noi italiani, mangiamo spaghetti* e selfie, quindi possiamo
depennare un'altra parola italiana dal vocabolario per metterci una inglese.
Da questo sorge spontanea una domanda: “ma quanto siamo
coglioni noi italiani?”
Viviamo nella nazione che HA PIU’ STORIA al mondo, una
delle PIU’ CARATTERISTICHE al mondo, con una posizione geografica delle PIU’
STRATEGICHE al mondo, ma noi italiani non facciamo altro che cancellarne un
pezzetto ogni giorno.
Farei un invito ai selfie-isti di oggi: se volete parlare
l’inglese e non più l’italiano ANDATEVENE in Inghilterra o in America, qui
SIAMO in Italia!
Vengo al collegamento col “guadagno”. Per fortuna ci sono
persone, in Italia, che lavorano per mettere in risalto e salvaguardare il nostro
“patrimonio genetico”, dagli edifici storici agli alimenti, dalle tradizioni
locali al “made in Italy”, dal buon gusto al genio italiano, ma questo non
basta per evitare di perdere prestigio agli
occhi del mondo. Se vogliamo che la nostra nazione cresca dobbiamo cambiare
atteggiamento, TUTTI. Siamo fra le popolazioni meno nazionaliste d’Europa,
siamo capaci di mostrare un minimo di orgoglio nazionale solo ogni 4 anni, in
occasione dei mondiali di calcio… e questa è una vergogna.
Da questo punto di vista forse avremmo da imparare dai
nostri vicini francesi.
Ti ringrazio per il tempo dedicato alla lettura del mio
pensiero. Buona Italia a te.
*mi auguro che non venga mai un giorno che gli spaghetti
diventano “noodles” o qualcosa di simile :O
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